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    Il Dott. Michelangelo Patanè è stato eletto Presidente dell’Accademia Zelantea di Acireale che è tra le più antiche e note del mondo. Magistrato in pensione, sposato con la musicologa Maria Ausilia Grasso, è figlio del noto pittore Francesco. Ha iniziato la sua attività di magistrato quale Pretore di Saronno, proseguendo al Tribunale di Siracusa e poi alla Procura della Repubblica di Catania dove è stato anche Procuratore aggiunto e Procuratore reggente. Nelle funzioni di sostituto procuratore generale è stato pubblico ministero in processi rilevanti nella storia del Paese come quello di appello dopo le sentenze di annullamento della Cassazione nei confronti dei mandanti delle stragi di Capaci e di via D’Amelio di Palermo e il processo relativo alle tangenti per l’appalto di Viale Africa di Catania (la cosiddetta tangentopoli catanese).

 

 Dopo la lunga e proficua presidenza del Dott. Giuseppe Contarino, dal 4 marzo di quest’anno l’assemblea dei soci dell’Accademia lo ha voluto presidente di questa antica istituzione, fondata nel 1671 e che quindi l’anno prossimo celebrerà i suoi 350 anni di vita. E’ tra le più antiche del mondo e da oltre tre secoli promuove la cultura in Acireale, essa inoltre amministra la Biblioteca in forza di una convenzione con il Comune di Acireale che prevede che il personale della Biblioteca sia inserito nel ruolo degli impiegati comunali; vi è inoltre una commissione di sorveglianza costituita da tre rappresentanti dell’Accademia e da due del Comune. L’Accademia quindi assicura stabilità nel servizio della Biblioteca che è di evidente alta funzione sociale. Studenti e studiosi trovano nella Biblioteca un preciso punto di riferimento potendo consultare oltre 250.000 volumi, ben 133.037 sono stati i versamenti nella banca dati del Servizio Bibliotecario nazionale, oltre i fascicoli di riviste anche straniere. A ciò si aggiungono pregevoli tele, disegni, pezzi di antiquariato, monete antiche e altri reperti storici.

 

  Questo patrimonio culturale spiega la visita di tanti studiosi e di migliaia di studenti: circa 2000 visitatori nel 2018 e molti studiosi hanno potuto usufruire anche del servizio on line. L’attuale personale della Biblioteca consta di 8 impiegati, validi e motivati, ma non tutti a tempo pieno, coordinati dalla direttrice Dott.ssa Maria Concetta Gravagno di elevata professionalità ed efficiente collaboratrice anche dell’attività dell’Accademia. Ogni anno (a volte ogni due anni) l’Accademia pubblica un volume di articoli di accademici e di studiosi di varie materie, che viene inviato, come tutte le pubblicazioni dell’Accademia (nella misura del 20%) alla Regione Siciliana, Assessorato Regionale dei beni culturali e della identità siciliana, che poi li distribuisce alle biblioteche della nostra Regione. 

 

  Lo Statuto dell’Accademia prevede la presenza di 24 soci effettivi, di soci aggregati, corrispondenti, di onore ed emeriti. Nella stessa seduta del 4 marzo l’Assemblea ha eletto i tre vice presidenti e cioè il Prof. Giuseppe Rossi per la classe di scienze, Mons. Giovanni Mammino per la classe di lettere ed il Prof. Stefano Figuera per la classe di scienze morali e giuridiche. Si tratta di personalità ben note per le loro qualità umane, professionali e culturali. Sono stati altresì eletti gli altri due componenti del direttivo dell’Accademia e cioè il cassiere, Prof. Giovanni Continella, già docente presso l’Università di Catania; figura centrale nella vita dell’Accademia è anche quella del segretario e a tale incarico è stato di nuovo eletto il Prof. Francesco Calì. Inoltre sono stati eletti i revisori dei conti Dott. Salvatore Pennisi, Prof. Angelo Pagano, Prof.ssa Lucia Arcifa, Prof. Agostino Serra e Prof. Carlo Blanco. 

 

 In una intervista il dr Patanè ha dichiarato “nel restante tempo che presterò questo servizio di presidente (la carica dura tre anni) con la collaborazione dei Soci, dell’Amministrazione comunale, del Sindaco Ing. Alì che ha sempre dimostrato attenzione nei confronti della Zelantea, spero di mantenere vive le migliori tradizioni dell’Accademia che in tante occasioni ha manifestato il proprio punto di vista ed anche ora per la presenza di validi professionisti e studiosi di sicura indipendenza morale può continuare a fornire suggerimenti e proposte per la nostra Città. 

 

 Secondo lo Statuto l’Accademia ha lo scopo di promuovere e diffondere la cultura delle scienze pure ed applicate, delle lettere e delle belle arti, con speciale riguardo all’ambiente locale, alla regione etnea ed al bacino del Mediterraneo, tuttavia l’Accademia pur privilegiando l’ambiente locale, non si è limitata ad esso e ritengo che si dovrà porre attenzione, come già avvenuto in passato, a temi e problematiche di carattere generale e di attuale interesse sociale. L’attuale pandemia ha impedito lo svolgimento di attività programmate ma soprattutto ci ha intristito avendo sentito quotidianamente i tragici numeri dei contagiati e dei deceduti. Né espressioni, pur di fonte autorevole, che ci assicurano che “ce la faremo”, “andrà tutto bene”, possono farci sottovalutare le condizioni di chi ha perso il lavoro o ha cessato la propria attività. L’Accademia anche se non potrà fornire concreti e immediati aiuti, non disponendo di adeguate risorse economiche, anche su questa drammatica contingenza dovrà interrogarsi e non dobbiamo nasconderci le difficoltà e le incertezze dei mesi che ci aspettano, in una società in grave crisi economica e che richiede maggiore attenzione per i soggetti più fragili”. 

 
MANIFESTAZIONI ACCADEMICHE

Martedì 29 Settembre 2020 nella sede dell’Accademia Zelantea di Piazza Duomo si è tenuta una seduta dell’Accademia, (riservata solo ai soci, considerate le attuali limitazioni per il covid-19) in cui è stato presentato il volume del Prof. Matteo Donato “Gesù e le sue parole”.

Il presidente Dott. Michelangelo Patanè ha introdotto l’argomento anche sollecitando l’Autore ad approfondire un aspetto della vita di Gesù relativamente alla sua autocoscienza e autoconsapevolezza di essere il figlio di Dio e quindi della sua divinità e da quale età ciò sarebbe avvenuto, pur riconoscendo che trattasi di domanda che supera ogni capacità della mente umana e che rimane un mistero l’intreccio in Gesù della dimensione di uomo e di Dio
Nel presentare la sua pubblicazione l’autore ha subito segnalato che Gesù e le sue parolenon è un libro di facile approccio, ma è un testo impegnativo in quanto, chiusa la pagina, chiede al lettore una personale risposta ai problemi o meglio alle domande che pone.
Il volumeè nato dal bisogno di chiarire a se stesso attraverso le “sue” parole chi era Gesù, quale era la sua fede reale. Alle parole di Gesù nei quattro Vangelicanonici Donato si è accostato con lo spirito di chi desidera esaminare e per quanto sia possibile capire.
 
I Vangeli sono un'interpretazione del vangelo (buona novella) non scritto di Gesù (perché non abbia scritto né abbia dato disposizione che le sue parole fossero scritte, è quesito cui non c’è risposta); per i credenti sono parole ispirate da Dio e non suo messaggio diretto. In ogni caso le parole di Gesù (la sua lingua è l’aramaico di Galilea), incarnate nella storia, sono da essa condizionate.
I Vangelipiù che documenti storici volevano essere testimonianze religiose, adattate all’auditorio cui erano indirizzati.
Individuare le parole dette da Gesù storico da quelle che gli fanno dire gli evangelisti è un’operazione che non avrà mai riscontri sicuri.
Dietro i quattro nomi degli evangelisti ci sono quattro distinte tradizioni evangeliche, convergenti nell’annuncio del regno dei cieli da parte di Gesù e nell’annuncio di Gesù annunciante il regno.
L’autore sottolinea che c’è un Gesù predicatore ed un Cristo predicato. Delle parole del primo non avremo mai certezze assolute. E però dell’autenticità dell’insieme delle idee di fondo (Dio padre misericordioso, amore per il prossimo, rifiuto di ogni legalismo religioso, ecc.) non si può dubitare. Come del pari non si può eliminare il sospetto che il testo evangelico nasconda la preoccupazione di provare l’aspetto soprannaturale di Gesù per mezzo dei miracoli.
Nel rivisitare i Vangeli canonicile parole di Gesù sono selezionate e presentate a incastro: si è trattato di un personale lavoro redazionale e le parole sono esaminatea prescindere da discrepanze ed inesattezze di tempi, luoghi e situazioni.
In ognuno dei 190 paragrafi che compongono il volume ai brani riuniti segue un più o meno esteso commento, che è la parte più personale ed in quanto tale più o meno condivisibile. L’autore sottolinea come Gesù vivono due nature: in quanto Dio è onnisciente, in quanto uomo appare soggetto alle conoscenze e agli errori del suo tempo.
Così il collegamento da parte di Gesù tra guarigione fisica miracolosa e remissione spirituale dei peccati si rifà alla concezione giudaica della malattia come espressione di una colpa o peccato. Gesù che guarisce i malati non dice loro: “la tua fede ti ha guarito”, ma “la tua fede ti ha salvato” (è l’anima che è salvata).
In un mondo che mantiene aspetti ferini la qualità del messaggio di Gesù ha fatto sì che l’umanità nell’uomo abbia il massimo della sua valorizzazione, che l’humanitas costituisca un ideale di vita perseguibile e perseguito.
La sua radicale proposta d’amore, che sente come volontà di Dio, non si ferma davanti alla morte, anzi il sacrificio di sé la sublima.
Vivere una vita di amore, di carità, di perdono è stato il sogno immenso del Maestro, la sua grande utopia.
 
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