Sei sulla pagina:

Dove Siamo

Giuseppe Contarino

Foto Sede P.Duomo

Foto Sala Conferenze

Registra la Tua Mail

Ricerca Documento

MATTEO DONATO

Socio effettivo

STORIA CRONOLOGICA DELLA VITA ACCADEMICA IN ACIREALE


    La presente cronologia intende offrire una sintesi degli eventi importanti nella storia dell’Accademia ed in pari tempo far conoscere una serie di dati di non sempre facile reperimento. Delle donazioni alla Zelantea (Accademia, Biblioteca e Pinacoteca) sono citate solo quelle di maggior rilievo qualitativo e quantitativo. Delle pubblicazioni accademiche sono ricordate tutte quelle riguardanti l’Accademia stessa e le più significative sulla città di Acireale.

                                                                                                                                  articolo completo

 

SALVATORE RIOLO

Socio corrispondente

GIOVANNI MELI NEL BICENTENARIO DELLA MORTE


   Giovanni Meli, è uno dei poeti più rappresentativi della letteratura dialettale siciliana, l’autore che più di altri ha contribuito alla formazione del canone poetico dialettale siciliano. Al suo modo di poetare si sono ispirati molti poeti dialettali di Sicilia, altri si sono professati meliani tout court, e numerose generazioni di siciliani hanno letto le sue opere. Acclamato come poeta straordinario e come icona poetica, considerato e riverito da alcuni come il vate di Sicilia per antonomasia, per altri egli è il più siciliano dei poeti siciliani, perché pensa e scrive e sente in siciliano, perché siciliano è lo spirito che informa tutta la sua opera. Nelle pagine che seguono si traccerà a grandi linee il profilo del Meli, per ricordarlo ai suoi numerosi estimatori, che già conoscono e apprezzano le sue opere, e per farlo meglio conoscere a coloro che non hanno ancora letto le sue opere e che sanno poco o niente di lui.

                                                                                                                                   articolo completo

________________________________________________________________________________________

GIUSEPPE CONTARlNO


                 IL PROFESSORE CRISTOFORO COSENTINI EMERITO DELL'UNIVERSITA' DI CATANIA


   Nel mondo accademico, Emerito e un titolo squisitameme di onore; proprio per questo, maggiormente ambito. Esso viene conferiro a colora che hanna dato al loro servizio il carattere della esemplarità, elevandosi al di sopra della media e segnalandosi come esempio da imitare.

   Tale altissima onorificenza è stata attribuita di recente al prof. Crisroforo Cosentini, che si è particolarmente distinto per l'attività didattica e scientifica e per l'assoluta dedizione alla Facoltà di Giurisprudenza di Catania, di cui è stato Preside dal 1979 al 1993, il riconoscimento consacra definitivamente il Maestro e, insieme, l'uomo; I'aspetto scientifico e Ie dati relazionali; la preparazione culturale e l'humanitas. L'iniziativa del conferimento è stata avviata dai proff. Nicosia, Corbino, Musumeci e Milazzo, che, piu di tanti altri, hanno potuto apprezzare i considerevoli meriti del Professore, per essere stati suoi diligenti allievi. La decisione, però, è stata adottata all'unanimità del Consiglio di Facoltà e condivisa anche da coloro che non vi hanno potuto prendere parte, come, a esempio, il prof. Manlio Bellomo, che ha voluto rappresentare con apposita lettera il suo giudizio nettameme favorevole per il riconoscimemo al "caro Maestro di intere generazioni di studenti e di studiosi, e mia tra Ie altre, fin dagli inizi degli anni '50".

   Il rapporto di amore del prof. Cosentini con l'Università catanese è antico. Vi si laureò, nel 1940, col massimo dei voti e la lode. Relatore della sua tesi fu il prof. Cesare Sanfilippo, sotto la cui guida continuò a svolgere la propria attività di ricerca, soggiornando per lungo tempo all'estero.
 

                                                                                                                                    articolo completo

 ________________________________________________________________________________________

NINO MILAZZO

Socio corrispondente


COSTITUZIONE SICILIANA


    Rovistando nelle vicende che hanno dato vita alla Costituzione siciliana del 1812 mi sono imbattuto in un singolare documento celebrativo elaborato da una sconosciuta organizzazione di evidente ispirazione politica. Un’organizzazione che, come quei giapponesi che continuarono a combattere nelle giungle asiatiche ignari della sconfitta determinata dall’immane fungo atomico di Hiroshima, si aggira ancora nello stralunato mondo del nostro decrepito separatismo. Il documento è abbastanza recente, risale al 2005, ed è preceduto dal seguente titolo: «10 agosto 1812 - Quello siciliano fu il primo ed unico Stato preunitario che si dotò di una Costituzione moderna». E così prosegue: «Nell’ambito del proprio impegno di recuperare la memoria storica del popolo siciliano e nella ricorrenza di quell’evento, lu Frunti nazziunali sicilianu Sicilia indipindenti ricorda che, appunto, il 10 agosto 1812 Ferdinando III, re di Sicilia (lo stesso che in quanto re di Napoli era Ferdinando IV), approvò lo statuto costituzionale del Regno di Sicilia, così come questo era stato elaborato e proposto (e voluto) dagli indipendentisti siciliani e dai maggiori giuristi. Si trattava della prima e dell’unica Costituzione degna di tale nome adottata da uno Stato preunitario. E che precedette di ben trentasei anni il tanto decantato Statuto albertino, che in realtà era piuttosto modesto e poco significativo rispetto all’evoluzione della società, che intanto si era verificata in Europa e nel mondo.» Poi un breve commento intriso dell’immancabile vittimismo: «…un primato politico e di civiltà giuridica ancora oggi scomodo. Tanto che la cultura ufficiale cerca di cancellarlo e di travisarne i significati…»

                                                                                                                                  articolo completo

________________________________________________________________________________________

 

RAPPORTO SINTETICO RELATIVO AL PERIODO 2013 - 2016
 

   L’abolizione ingiustificata dell’apposito Capitolo destinato alle Accademie e agli istituti di alta cultura, ha precipitato la nostra Accademia, totalmente estranea al comparatico, nell’inferno della Tabella H. Ne abbiamo molto sofferto. A fine anno, è stata introdotta una graduatoria di merito compilata, con doveroso rigore, da funzionari dell’Assessorato ai Beni culturali e dell’Identità regionale. Ci attendevamo la fine dei favoritismi. Il nostro animo si era aperto alla speranza. Alla nostra Accademia veniva, infatti, assegnato il punteggio di 95/100 che rendeva giustizia alla nostra storia, al nostro impegno, alla validità delle nostre iniziative, al crescente successo del Sodalizio in campo nazionale. La constatazione dell’efficienza e dell’efficacia dimostrate dall’Accademia di Acireale, mentre altre consorelle – le gloriose Accademie palermitane e del messinese – avevano chiuso i battenti, espressa dal punteggio, avrebbe dovuto costituire motivo di un più adeguato sostegno finanziario, ma così non è stato. Anzi, si è verificato il contrario.
 

                                                                                                                                  articolo Completo

 

 

 

We use cookies to improve our website and your experience when using it. Cookies used for the essential operation of the site have already been set. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.
EU Cookie Directive plugin by www.channeldigital.co.uk