CULTURA
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 Introduzione agli 
 
       Indici delle  pubblicazioni accademiche     
     

E’ questa ad esempio il caso, diciamo pure esemplare, del De faenore nautico del frate acese Gesualdo Grasso che presenta nelle prime pagine tutta una serie di componimenti poetici di vari Accademici in lode del Grasso e della sua opera.

 Su di essa così si espresse il segretario generale Antonino Cali Sardo nella Relazione accademica per gli anni I e II: " ... e mio debito stimai concentrare la mia tenuità per dimostrare il pregio di un opera, che alla nostra accademia, e ad un nostro accademico ci appartiene, e che la nostra accademia medesima, e la nostra patria onora" (p. 62).

A riguardo un discorso particolare meritano i "Sunti" dei discorsi pronun­ziati nell'Accademia e pubblicati negli anni 1833-1836, a cura dei segretari generali, nelle palermitane "Effemeridi scientifiche e letterarie per la Si­cilia". I "Sunti" costituiscono un vera e proprio preambolo delle "Relazio­ni", in un certo senso sono testi in cui si verificava e si saggiava la risposta dell'ambiente culturale, prima del stesura pili impegnativa delle '"Relazioni".

Debbo confessare peraltro che in questa ampia ed articolata operazione di rientro nell'ambito accademico di pubblicazioni precedentemente non prese in esame, sono stato confortato dalla Relazione generale del 1841 del segre­tario Lionardo Vigo, il quale aveva considerato accademica tutta la pro­duzione acese, scientifica e non, del Seicento, Settecento ed Ottocento.

    Ne veniva fuori un quadro deformato per eccesso come se in Acireale per tre secoli non fosse esistita altra cultura se non quella accademica.

E’ ovvio che gli accademici stampassero opere al di fuori del contesto accademico e che queste non possono essere ascritte e far parte della produzione del sodalizio.

Oggi la diversificazione tra pubblicazioni accademiche e non
accademiche è più netta ed avvertibile, ieri era molto più sfumata, ma esisteva comunque.

Per la produzione in versi degli accademici bisogna fare un discorso a parte. Dal 1671 ad oggi sono stati pubblicati centinaia e centinaia di componimenti poetici.

Essi sono testimonianza di un modo di vivere ed interessano soprattutto la storia del costume. Dar conto di tale produzione sarebbe stata fatica dispendiosa ed incerta nei risultati. Mentre per un verso non si ha mai la sicurezza di averli raccolti se non tutti, nella massima parte, per altro verso si ha la certezza della mediocrità dei testi di cui si è a conoscenza. Alcuni sono legati alle tornate accademiche a tema, altri sono celebrativi di avvenimenti i più disparati, altri ancora sono prolisse versificazioni di lode a Santi (soprattutto a S. Venera), altri infine, e sono i più, sono occasionali encomi di personaggi, di cui si celebrano le qualità, o dei defunti immancabilmente ricordati quali modelli ed esempi di vita.

  

   Di siffatta produzione poetica a stampa, spesso affidata a foglietti volanti, ho preferito tacere, tranne poche eccezioni. Esse riguardano alcuni componimenti ottocenteschi della Dafnica, legati a tornate celebrative di un certo interesse storico, e qualche altra raccolta più organica, di cui si conserva in archivio il manoscritto originale, come nel caso dei Flores Hiberni donato alla Dafnica dal presidente Giuseppe Coco.

   Per quanto riguarda la storia delle pubblicazioni ufficiali accademiche, essa inizia nel 1836. In tale anno il segretario generale, sac. Antonino Calì Sardo, Stampava la Relazione accademica per gli anni I e II. L’anno I Corrisponde al 1833 che è quello della rinascita dell’Accademia di Scienze Lettere ed Arti degli Zelanti.

   Le “Relazioni” sono le prime pubblicazioni accademiche a carattere periodico. Esse, in numero di nove e sempre curate dai diversi segretari generali del sodalizio, oltre ad essere un resoconto puntuale dell’Attività della Zelante dal 1833 al 1855, costituiscono una testimonianza fondamentale per lo studio e la conoscenza della cultura acese della prima metà dell’Ottocento.

   Interrotta la stampa delle “Relazioni”, bisogna giungere al 1889 perché la Zelantea riprenda una propria pubblicazione ufficiale e questa volta con una periodicità più puntuale. Nascono così gli “Atti e Rendiconti” (N.S., vol. I, 1889), che, agganciandosi alle “Relazioni” serie prima, e gli “ Atti e Rendiconti” come serie Seconda.

  Sotto la denominazione di “Rendiconti e Memorie”, con il passaggio dalla serie terza alla quarta, sono stampati 28 volumi che recano il sottotitolo di memorie della classe di lettere, memorie della classe di scienze e rendiconti.

   Gli ultimi quattro però li troviamo sotto la sola denominazione principale di “memorie”.

   Intanto anche l’Accademia Dafnica avvia un proprio periodico “Atti e Rendiconti” (Vol. I, 1892-1893), di cui usciranno 15 volumi dal 1892 al 1927. La presenza di ben due annuari accademici costituisce di per sé una riprova del particolare fervore della vita culturale in Acireale tra la fine dell’Ottocento e primi decenni del nuovo secolo.

  Avvenuta nel 1934 la fusione tra la Zelantea e la Dafnica, il nuovo sodalizio ha dato al suo periodico la denominazione di “Memorie e Rendiconti” ed è ritornata la prima serie (S. I, vol. I, 1937-1940). Dopo un avvio incerto a partire dal 1964 la periodicità annuale si è fatta rigorosa: il che ha permesso decennali cambiamenti di serie. Grazie soprattutto alla cura del Prof. Cristoforo Cosentini, segretario prima e poi presidente del sodalizio, fino al 2000 sono usciti 42 volumi pervenendo alla serie IV, vol. X. A questi vanno aggiunti altri due volumi della serie V.

  Il cambio di intitolazione del periodico, legato talora a modifiche di statuto e a cambi di denominazione della Zelantea, è un fatto puramente formale, essendo sempre rimaste immutate le direttive e le finalità morali e scientifiche.

  All’interno dell’indice delle pubblicazioni periodiche (A) di volta in volta si sono inserite – entro parentesi quadre – le diverse denominazioni del sodalizio.

  Per quanto riguarda le pubblicazioni non periodiche, si precisa subito che dopo la fusione dei due sodalizi acesi esse non sono state mai incluse in un quadro di veri e propri supplementi.

  Dalla nostra recente indagine d’archivio si è potuto constatare che è soprattutto nella seconda metà dell’Ottocento che il numero di tali pubblicazioni sia degli Zelanti che dei Dafnici acquista una certa consistenza.

  Pochissime le pubblicazioni congiunte non certo favorite dal clima competitivo che inevitabilmente veniva a crearsi tra i due sodalizi.

  Le pubblicazioni non periodiche successive alla fusione del 1934 hanno tutte carattere di pubblicazioni ufficiali, e si fregiano della testata Accademica.

  E’ soprattutto negli anni 1970-1980 che esse acquistano una notevole fre­quenza, diversificandosi da un lato in nuovi studi di ricerca scientifica, dall’ altro in ristampe anastatiche precedute da inediti saggi introduttivi. L'operazione e la ristampa, in buona parte di opere storiche locali ormai intro­vabili, iniziata ne11975, ha avuto nel 1977 la sua punta massima in occasio­ne della celebrazione del centenario della morte di Lionardo Vigo.

Volendo infine svolgere una brevissima indagine sugli indici "passati", già si è detto come gli "Indici" da me redatti nel 1991 risultano oggi parzia­li, non avendo riguardato la produzione accademica nella sua globalità.

Circa la redazione di precedenti indici accademici, si ricorda che nel 1971, in occasione del Tricentenario dell'Accademia Zelantea, a cura di Gregorio Romeo, allora direttore della Biblioteca, sono stati pubblicati gli indici dei volumi periodici della Zelantea dal 1889 al  1970 (accompagnati dall'indice degli autori e da quello per soggetto).

A cura dello scrivente nel 1974 è stato redatto un prospetto generale delle pubblicazioni periodiche della Zelantea e della Dafnica a partire dal 1833; poi, nel1978, in occasione del bicentenario della Dafnica, è stato pubblicato il solo indice analitico di tutti gli "Atti e Rendiconti".

Si dà ora di seguito la sequenza delle tipografie che hanno stampato il periodico accademico, tenendo presente che per quanto riguarda le "Re­lazioni" tipografie e luoghi di stampa sano stati indicati nell'indice dei volu­mi (A, 1); 10 stesso dicasi per le pubblicazioni non periodiche (B, 1; B, 2).

 

II periodico della sola Zelantea è stato stampato:

 

   dal vol. I (1889), Nuova Serie, dalla Tip. "Vincenzo Micale" di Acireale;

   dal vol. V (1893), Nuova Serie, dalla Tip. "Rosario Donzuso" di Aci­reale;

   dal vol. I (1902-1903), S. III, "Memorie" Classe di Scienze, dalla Tip. 

       "Orario delle Ferrovie" di Acireale;

 

II periodico della sola Dafnica è stato stampato:

 

   dal vol. I (1892-1893) dalla Tip. “Vincenzo Micale” di Acireale;

   dal vol. V (1898) dalla Tip. “dell'Etna" di Acireale”

   dal vol. IX (1903) dalla Tip. “Rosario Donzuso" di Acireale;

   dal vol. II (1905-1910), S. II, dalla Tip. "Orario delle Ferrovie" di Acireale.

 

II periodico delle due accademie riunite è stato stampato:

   dal vol. 1 (1937-1941), S. 1, dalla Tip. "Galatea" di Acireale;

   dal vol. V (1965), S. I, dalla Tip. ;'Edigraf' di Catania;

  dal vol. III (1973), S. II. dalla Tip. "Galatea" di Gaetano Maugeri di  Acireale;

   dal vol. II (1992), S. IV. dalla Tip. "Aci" di Antonino Pagano;

   dal vol. II (2003), S. V. dalla "Galatea Editrice" di Gaetano Maugeri di Acireale.

Il presente volume di "Indici", nell'offrire un riepilogo del secolare per­corso accademico nel campo delle pubblicazioni, vuole essere un atto di omaggio al Sodalizio per il 70° anniversario della fusione delle due storiche accademie cittadine (16 ottobre 1934).

 

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